Ringhiere in vetro per scale esterne: luminosità e leggerezza architettonica

Se le ringhiere in vetro per interni sono adatte ad appartamenti che puntano a un’architettura moderna e d’effetto, quelle utilizzate per esterni rispondono sempre a un’esigenza di signorilità dell’appartamento, ma portano con sé anche funzionalità visiva; possiamo dire che le ringhiere in vetro per edifici aziendali o uffici, hanno maggior importanza, poiché oltre a una questione estetica, ritroviamo vantaggi di carattere pratico.

Da dove deriva il vetro usato dalle industrie

Prima cosa da comprendere nella lavorazione del vetro è risalire all’origine del materiale. Il vetro è un materiale ottenuto attraverso la solidificazione di un liquido, che non è soggetto a frammentarsi in cristalli. I vetri non possiedono, perciò, un reticolo cristallino ordinato, bensì una struttura disordinata e rigida composta da atomi legati in modo covalente.

Il vetro, che noi utilizziamo nelle lavorazioni edili, deriva da una procedura di non cristallizzazione di materiali adatti a questa situazione come l’ossido di silicio, il diosssido di germanio, l’anidride borica, quella fosforica e infine quella arsenica.

Quando noi parliamo di vetro, forse, non sappiamo di riferirci soprattutto all’ossido di silicio: il più utilizzato finora nei materiali da costruzione. La qualità di questo materiale è la somma di trasparenza, inalterabilità chimica e versatilità.

L’arte di creare il materiale (detto vetro) è la “ialurgia”.

Il vetro: caratteristiche generali

Da un punto di vista chimico e biologico il vetro è trasparente, duro e liscio. Di contro è fragile, e tende alla frammentazione. Motivo per cui va rinforzato con altri elementi chimici o va trattato da un punto di vista termico.

Il vetro viene elaborato con una fusione a 1200/1500°C e poi raffreddato a 800°C. D’ora in poi si può procedere con i processi di lavorazione. I più diffusi sono:

  • Soffiatura adatta ai vetri artistici
  • Stampaggio, da cui nascono bicchieri e contenitori
  • Filatura che lo rende resistente e resiliente
  • Colata che è quella per cui la pasta vitrea si fonde e entra in stampi chiusi

Il vetro (diossido di silicio) da solo non può aver nessun uso e, come detto, necessita di trattamenti chimici. Nella lavorazione industriale sono i borati e i nitrati a essere prediletti per dar vita a un processo chimico che lo fa insolubile. A questo scopo è necessario aggiungere anche la calce. Da queste procedure ne emergono varie tipologie di ossidi, e nascono le classificazioni delle sostanze in fondenti, stabilizzanti, affinanti, coloranti, decoloranti e opacizzanti.

Il vetro temprato utilizzato per ringhiere e parapetti

Il vetro ovviamente è classificabile in svariate tipologie: piano, cilindrico, float, colato, tirato lucido, vetro cavo, vetri speciali e temprato. Proprio quest’ultimo è quello più in voga e preferito per la costruzione di parapetti e ringhiere.

Il temprato nasce dall’indurimento a seguito del trattamento termico, detto tempra in gergo. Prima della tempra è fondamentale tagliarlo alle dimensioni richieste, eseguire levigatura o foratura o svasatura). A questo punto il vetro scorre su un tavolo a rulli, dove con un forno collegato si arriva a una fusione di 640°C. Dopo i getti d’acqua lo raffreddano. Nell’ordine prima gli strati superficiali e poi la parte centrale. Questo è un momento dove diverse tensioni distensive lavorano dentro allo strato del vetro. Il lavoro definitivo è un materiale resistente e adatto per creare lastre o blocchi. La sua convenienza è che si può rompere al massimo in frammenti e basta. Di contro è molto resistente!

Ecco perché uno dei suoi utilizzi oggi sempre più raro è nell’industria automobilistica, laddove si preferisce quello stratificato.

Norme per la sicurezza delle ringhiere in vetro

Le ringhiere in vetro devono rispettare delle norme di sicurezza. La balaustra, così come la ringhiera sono soggette a precisi limiti e indicazioni, derivanti da decreti ministeriali e norme. Le principali sono:

  • Decreto 17 gennaio 2018 (Aggiornamento norme tecniche per le costruzioni)
  • Decreto ministeriale 236 del 14 giugno 1989 (indicazioni sull’abbattimento delle barriere architettoniche)
  • Norma UNI 10809: 1999 (Ringhiere, balaustre o parapetti prefabbricati. Dimensioni, prestazioni meccaniche e sequenza delle prove)

Qui ci sono restrittive e precise linee guida per l’altezza, la forma e la resistenza delle balaustre. Riassumiamole rapidamente:

  • Installare un parapetto che sia in presenza di un qualsiasi dislivello con altezza maggiore di 50 cm
  • Altezza minima di 100 cm negli edifici pubblici
  • 100 cm anche negli edifici privati
  • 90 cm negli spazi privati a uso secondario
  • La forma non deve mai consentire l’attraversamento in nessun punto di una sfera con diametro superiore ai 10 cm
  • gli elementi della balaustra devono favorire uno scavalcamento
  • se il parapetto è combinato con l’acciaio, bisogna porre attenzione anche allo spazio vuoto fra struttura e lastre di tamponamento

Ringhiere in vetro per scale esterne, norme generali

Le ringhiere devono garantire una resistenza orizzontale a livello del corrimano o bordo superiore di almeno 1 kN/m negli spazi privati ad uso non comune (esempio preciso i parapetti esterni dei balconi) e 2 kN/m per ballatoi, balconi, rampe e scale in locali affollati, le passerelle pedonali, le rampe esterne e le scale esterne comuni degli edifici residenziali.

Parapetti in vetro: garanzie

Quali garanzie devono rispettare le strutture in vetro come balaustre o ringhiere?

Per prima cosa deve sapere reggere il peso di un corpo e non cedere sotto l’azione o di un singolo o di una folla. Poi i dispositivi di fissaggio vanno studiati e fissati attentamente.

Inoltre fondamentale è la resistenza ottima agli urti e l’impossibilità di creare ferite in caso di rottura, nonché un’alta resistenza alle intemperie, agli urti da grandine e l’impatto con oggetti pesanti.

Caratteristiche base delle ringhiere o parapetti in vetro per esterni

Per assolvere alle richieste, ideale diventa l’uso di uno strato di vetro stratificato temperato antisfondamento che è formato da doppie lastre sovrapposte, il cui spessore è 6 mm e con un’ulteriore membrana plastica che viene messa di mezzo. La larghezza di siffatti pannelli è inferiore a un metro.

Importantissimo: i pannelli non devono mai essere a spigolo vivo, così da non avere mai spigoli retti in caso di cadute o urti.

Ringhiere in vetro per esterni: principali modelli

Sono pochi e ben chiari i modelli che si trovano in commercio per le ringhiere in vetro.

  • Parapetti in cristallo: decorativo e strutturale, in questo caso le lastre vetrate vengono fissate sul lato della soletta (bordo basso della struttura) o all’estradosso (parte superiore) con tasselli o angolari a L
  • Ringhiere in acciaio e vetro: la struttura metallica prevede montanti e traversi in metallo e poi un tamponamento di pannelli trasparenti
  • Parapetti misti: in muratura o in calcestruzzo con asole vetrate

Perché scegliere una ringhiera in vetro per esterni

Vista la lavorazione, i processi chimici, termici, l’applicabilità reale, le regole e i modelli, ora è il momento di chiedersi: perché scegliere il vetro come materiale per le ringhiere?

La motivazione estetica è certamente quella preponderante! Il vetro fa passare la luce, dà visibilità alle linee architettoniche degli architetti e in caso di edifici come locali pubblici molto “chic” consente combinazioni con faretti di gran fascino. Grazie alla satinatura e la combinazione con altri materiali si possono ottenere ringhiere in vetro di straordinaria bellezza e molteplice forma.

Ma, negli ultimi anni, nell’edilizia moderna, il vetro ha assunto anche funzioni capitali. Il parapetto o ringhiera in vetro è facilmente adatto all’installazione e altrettanto alla rimozione. Richiede poca manutenzione ed è facile da pulire.

Anche se il prezzo (meglio consultare sempre esperti e aziende che svolgono queste installazioni) è più alto rispetto a soluzioni più a buon mercato, la ringhiera in vetro per esterni è un investimento che dà a un appartamento o edificio una leggerezza architettonica e una luminosità giornaliera e notturna senza eguali .

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