Ringhiere in legno per interni: quali scegliere e come farne un elemento d’arredo

La ringhiera in una scala da interni è elemento strettamente essenziale e imprescindibile. Per prima cosa ha la funzione di proteggere e consentire a chi usa le scale di avere un appoggio sicuro, in ogni situazione. Certo possono anche essere fatte scale senza balaustre, ma il senso complessivo fidatevi non sarebbe lo stesso. Uno dei pericoli è quello di poter cadere in casi accidentali. Insomma siamo talmente abituati ad appoggiare ormai la mano sui corrimano delle nostre scale esterne, che rischieremmo una scena fantozziana. Per dirla in breve.

Misure a norma per le ringhiere

Non fatevi ingannare e accertatevi sempre che per la ringhiera si seguano protocolli standard e a norma.

  • La distanza fra le balaustre non deve superare i 10 cm.
  • L’altezza della ringhiera può stare in un intervallo fra i 91 e i 106 cm.

Ma la ringhiera in legno svolge anche una funzione decorativa, non indifferente. Una scala senza parapetto è incompleta. Soprattutto in un appartamento, la funzione estetica della ringhiera è di vitale importanza. A parte le case con giardini esterni, una scala di legno senza ringhiera in casa non s’è mai vista.

Il legno, poi, ha un particolare feeling con l’appartamento. Siate sinceri, vogliamo mettere la differenza fra i compensati o i materiali leggeri di certa mobilia di oggi e un arredamento in noce o ciliegio? Penso che nessuno opterebbe per la prima scelta.

La lavorazione del legno: lo sviluppo architettonico di oggi

In legno, con il tempo, è passato poi dal suo utilizzo funzionale (armi, strutture portanti e mobilia) a un uso anche decorativo. Infatti molti architetti e designer si son industriati nel tempo a lavorarci su e a modellarne le forme. Tuttora oggi è in atto una continua ricerca architettonica e geometrica.

Rivediamo rapidamente la struttura base e le fasi di lavorazione del legno

L’uomo lo ricava dai fusti delle piante, sfruttando gli arbusti e le piante. Il vero e proprio legno di cui noi fruiamo proviene dalle conifere e dalle latifoglie. Il tessuto del legno è fatto di cellulosa, emicellulosa e lignina. Il legno ricavato dalle piante ha due caratteristiche fondamentali: robustezza e resistenza.

A seconda da dove proviene, viene classificato in tenero o duro. Quello proveniente dalle conifere è tenero, quello che arriva dalle angiosperme è duro. Queste sono le due principali peculiarità.

In realtà sono numerosissime le proprietà del legno. Specie a livello edilizio, quello che qui ci interessa, evidenziamo:

  • Resistenza a trazione e compressione
  • La durata
  • Conducibilità termica ed elettrica
  • Proprietà organolettiche: estetico-figurativa
  • Proprietà tecniche: densità, porosità e durezza

Fra i difetti di tale materiale abbiamo sicuramente:

  • Attaccabilità da microorganismi, vegetali e animali che richiede operazioni come carbonizzazione superficiale, spalmatura o iniezione di sostanze antisettiche
  • I nodi per via di rami giovani o morti, che possono indebolire il legno
  • Cipollature: distacco parziale o totali di due anelli annuali consecutivi
  • Lunatura: si trova fra due anelli uno morto
  • Deformazioni fra cui imbarcamento, che causano il ritiro del materiale

Fase di lavorazione del legno

Dopo aver visto molto rapidamente la struttura base, passiamo alle fasi di lavorazione.

Taglio

Serve per tagliare il tronco una sega a nastro che suddivide i pezzi da lavorare. A seguire c’è poi la sega circolare che modella il pannello secondo la forma che ci serve.

Piallatura

Questa serve per trasformare le facce del pannello di legno in modo lineare, parallele e del giusto spessore. Prima si usa la pialla a filo per raddrizzare il pannello, poi la pialla a spessore per limare il secondo lato del legno

Fresatura

E’ presente solo se si deve asportare dal materiale una gamma di superfici. Per cui si attua solo se si producono porte, battenti e finestre.

Foratura

Come dice la parola serve a bucare e creare quegli interstizi o spazi per l’uso che se ne desidera. In questo caso si usa la cavatrice. Ce ne sono di due tipi: a punta e a catena.

Levigatura

Quest’ultima si fa a mano o con una macchina. E’ quella che porta al prodotto finito.

Dopo averlo lavato e stagionato o essiccato, si può utilizzare per varie lavorazioni: fra queste c’è la possibilità di costruire scale e di creare parapetti per le scale.

Quali legni scegliere per parapetti o ringhiere in legno

Fra i legni più indicati per questo tipo di lavorazione abbiamo in primis il massello perché robusto. Ma in realtà le scelte sono tre:

  • Legni duri come l’acacia e il frassino – un po’ costosi ma offrono resistenza agli urti e sostenimento dei carichi strutturati
  • Legni medio – duri come ciliegio, noce e l’olmo che hanno resistenza e buona predisposizione alla decorazione
  • Legni medio – morbidi come l’abete e il pino che non garantiscono durata ottimale e sono poco robusti, ma possono essere adeguati a più lavorazioni estetiche

Perché scegliere una scala in legno?

Allora se ci basiamo sull’aspetto dell’adattamento all’ambiente è chiaro che il legno si addice a case rustiche, collinari, lacustri e di montagna. La sintonia che si può creare per esempio fra un pavimento in parquet o un arredamento in legno e la ringhiera di una scala in legno è perfetta. L’idea di calore e di accoglienza che trasmette il materiale ligneo non è la stessa di un acciaio da scala da ufficio. Per intenderci.

Una seconda motivazione, al giorno d’oggi, di impatto non indifferente è il costo “cheap” della realizzazione di una ringhiera in legno: da un minimo di 70 € mq a massimo di 200/300 €mq.

A questo va aggiunto, doverosamente, che bisogna sempre controllare il materiale, poiché, come detto soggetto a rigonfiamenti e ritiri.

Terza motivazione deriva da un aspetto non secondario di riuso del materiale. In legno è una soluzione ecologica facile da smaltire più di altri materiali.

Modelli di ringhiere di legno

Concludiamo, riprendendo la questione architettonica e la modellatura a fini estetici del legno. Le soluzioni oggi sono tantissime e l’effetto per l’occhio è tutt’altro che sciapo.

Per esempio le ringhiere in legno possono essere adattate anche con l’arredamento cittadino, per via di combinazioni con altri materiali: acciaio e vetro.

Con il primo si possono creare situazioni dove listelli di legno vengono sostenuti da un montante in acciaio (che si riesce a nascondere), si nascondono le venature del legno e si gioca sull’effetto fra alzata e pedata.

Oppure si può rivestire l’acciaio con il legno creando una ringhiera a blocco unico, giocando su un movimento geometrico di spazialità.

Con il vetro invece possiamo avere un’integrazione minore. Per cui la ringhiera è in vetro e la parte del corrimano è lignea. Se poi la scala è in legno l’effetto è strabiliante.

Infine, se vogliamo solo creare ringhiere con effetti design apprezzabili possiamo o creare dei listelli tagliati fini con senso molto light. Oppure possiamo avere una particolare ringhiera in legno separé che nascendo da un piccolo vano all’interno della scala, gioca sull’effetto alzata/pedata e dona trasparenza e fluidità.

A conclusione di tutto possiamo dire che la soluzione in legno ha una buona resa estetica, rispetta le norme, garantisce sicurezza e robustezza, parte da una base low-cost e infine, con un po’ di ingegno, può anche farsi elemento bello di arredo al pari di altri materiali.             

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